Milano, 26 ago. (askanews) – Vittorio Frescobaldi si è spento oggi a 97 anni. Nato a Firenze il 30 novembre 1928, è stato una delle figure che hanno segnato la trasformazione del vino toscano nel secondo Novecento e l’uomo che più di altri, all’interno della sua famiglia, accompagnò il passaggio da un patrimonio agricolo di antica origine a un’impresa vitivinicola moderna, organizzata per Tenute e aperta ai mercati internazionali.

La sua formazione fu agronomica prima ancora che imprenditoriale: si laureò in Agraria nel 1953, ma aveva già iniziato a occuparsi delle proprietà familiari assieme al padre Lamberto. La morte di quest’ultimo lo costrinse ancora giovane ad assumere responsabilità che avrebbero dato una direzione precisa alla sua vita: il vino, il vigneto e la gestione delle aziende agricole divennero il centro di un lavoro destinato a durare decenni. Negli anni Sessanta cominciò la fase che avrebbe cambiato il volto dell’impresa: Frescobaldi investì nei vigneti, nelle cantine e nell’organizzazione commerciale, mentre la Toscana del vino iniziava a interrogarsi con maggiore decisione sulla qualità, sull’identità dei territori e sulla capacità di confrontarsi con i mercati esteri. La sua scelta fu quella di non uniformare le proprietà, ma di valorizzarne le differenze, rafforzando il ruolo di realtà storiche come Castello Nipozzano, Castello Pomino e Tenuta Castiglioni.