di Alessandra Dal Monte
Trentunesima generazione della storica dinastia toscana, trasformò con i fratelli l'azienda di famiglia in una moderna realtà vitivinicola. Dall'espansione a Montalcino all'alleanza con Robert Mondavi, fu tra i protagonisti della stagione che ridisegnò il volto dell’enologia toscana e ne rafforzò il prestigio internazionale
Avrebbe compiuto 98 anni il prossimo 30 novembre il marchese Vittorio Frescobaldi, tra gli imprenditori che hanno contribuito al Rinascimento del vino italiano. Scomparso nella notte tra il 25 e il 26 agosto 2026 a Firenze, Vittorio Frescobaldi lascia la moglie Bona e i figli Fiammetta, Angelica, Diana e Lamberto, dal 2013 alla guida dell’azienda di famiglia e dal 2022 presidente di Unione italiana vini. Il marchese Vittorio apparteneva alla trentunesima generazione della nobile famiglia toscana il cui legame con la produzione di vino risale al Medioevo, per l precisione all’inizio del Trecento: Frescobaldi Vini è stata, nei secoli, l'azienda fornitrice della corte reale d'Inghilterra, dei pontefici e delle grandi casate, a partire dai Medici.
Vittorio Frescobaldi, l’uomo delle grandi trasformazioniDopo la laurea in agraria, conseguita nel 1953 all'Università di Firenze, Vittorio Frescobaldi era entrato nell'impresa di famiglia, arrivando ad assumerne la guida insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo. Con loro la trasformò in un'impresa vitivinicola moderna, organizzata per tenute e aperta ai mercati internazionali. Negli anni Sessanta, come ripercorso da Aska News, cominciò la fase che avrebbe cambiato il volto dell'impresa: Frescobaldi investì nei vigneti, nelle cantine e nell'organizzazione commerciale. La sua scelta fu quella di non uniformare le proprietà, ma di valorizzarne le differenze, rafforzando il ruolo di realtà storiche come Castello Nipozzano, Castello Pomino e Tenuta Castiglioni.Il lavoro fu condiviso con i fratelli Ferdinando e Leonardo, ma con responsabilità distinte. Vittorio assunse la guida dell'impresa, Ferdinando seguì soprattutto il mercato italiano e Leonardo contribuì allo sviluppo commerciale internazionale. Fu una divisione dei compiti che accompagnò la crescita della famiglia in una fase in cui il vino toscano stava conquistando nuovi interlocutori e una reputazione sempre più ampia fuori dall'Italia.










