Il MiC: per Svergognata nessuna domanda di contributo, tax credit o sostegno economico. Nel database DGCOL risulta approvato il riconoscimento della nazionalità italiana provvisoria.

Il Ministero della Cultura nega alla radice l'esistenza di una richiesta di denaro pubblico per Svergognata, la docuserie su Rita De Crescenzo diventata in quarantotto ore il caso mediatico dell'estate. In una nota il MiC precisa che la produzione dell'opera "non ha presentato alcuna domanda di contributo pubblico, tax credit o altra misura di sostegno economico". E aggiunge di non aver "approvato né riconosciuto o concesso alcun beneficio a favore dell'opera, né tantomeno" avviato "alcun tipo di valutazione al riguardo".

La precisazione sembra scontrarsi con un dato che chiunque può verificare in due clic: nel database pubblico della Direzione generale Cinema e audiovisivo Svergognata esiste, con un costo di produzione dichiarato in 1.093.409,42 euro. Le due cose, però, non si contraddicono. Documentano semplicemente due procedimenti diversi. Cosa c'è nella scheda, e cosa non c'è L'elenco consultabile sul sito della DGCA raccoglie le opere registrate sul sistema telematico DGCOL ai fini dell'ottenimento di contributi e riconoscimenti previsti dalla legge 220/2016, tra quelle per cui risulta almeno una domanda approvata. La congiunzione fa tutta la differenza: per finire in quell'elenco basta una pratica di riconoscimento andata a buon fine. Non serve aver chiesto un euro.