La telefonata arriva mentre mezza Italia sta ancora litigando su una piattaforma sbagliata. “Gabriele Parpiglia, sono Emanuele, disturbo?”. Avevo il numero salvato in rubrica come “Catering Napoli”. Effettivamente Emanuele, lo avevo conosciuto tempo fa per un evento a Napoli, mentre stavamo registrando un qualcosa di cui ancora oggi non posso parlare, e avevamo scelto il suo catering. “Ciao, caro dimmi tu”. “Guarda, che il catering per ‘Rita – Svergognata’ lo abbiamo seguito noi, ma non andrà su Netflix perché io la fattura l’ho pagata a Groenlandia srl che ti girerò come prova e quando ho chiesto dove l’avrei vista Lettieri mi ha detto su Prime Video”.
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Dunque dall’altra parte del telefono c’è una persona che sul set c’è stata davvero. Non un addetto ai lavori di quelli che “mi hanno detto”. Non un ufficio stampa. Una fonte che su quel set ha lavorato, ha consegnato, ha fatturato. Il catering. Quello che nessuno cita mai nei titoli di coda e che invece, nelle produzioni, sa esattamente chi c’era, quanti giorni si è girato e – soprattutto – chi paga.
E chi paga, in questa storia, è il dettaglio che vale tutto il resto. C’è la fattura.











