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Valentina Rorato
Mancato all'età di 90 anni, la sua opera attraversa due stagioni distinte ma coerenti: l'impegno per l'integrazione scolastica dei bambini con disabilità e lo studio dell'autismo. Il ricordo del pedagogista amico Daniele Novara
Si è spento a novant'anni Michele Zappella, tra le figure di riferimento della neuropsichiatria infantile italiana. Nato a Viareggio nel 1936, per oltre trent'anni – dal 1973 al 2006 – dirige il reparto di Neuropsichiatria infantile dell'Ospedale di Siena, il policlinico «Le Scotte», e per anni è direttore scientifico della rivista Autismo e Disturbi dello Sviluppo, edita da Erickson. La sua opera attraversa due stagioni distinte ma coerenti: l'impegno per l'integrazione scolastica dei bambini con disabilità e lo studio dell'autismo.
Per comprenderne il contributo occorre tornare agli anni Settanta. «In quel periodo si sviluppa in Italia un movimento pedagogico molto forte, che porta a un primato non sufficientemente ricordato: il nostro è il primo Paese al mondo a eliminare le classi differenziali», racconta Daniele Novara, pedagogista e fondatore del CPP - Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti, che di Zappella è stato amico e collaboratore.







