Navoni e la sua famiglia hanno aperto un centro per la disabilità in una villa. Terapie Aba, laboratori di pasticceria, bistrot e aggregazione per il Dopo di noi.Davide ha lasciato sulla bacheca della cucina un foglio scritto di suo pugno. Su quel foglio, in stampatello, con una penna blu, ha elencato, una ad una, tutte le leccornie con le quali vuole festeggiare il suo decimo compleanno. Difficile che si riesca ad accontentarlo in tutto: dal dolce al salato, dal gelato al pistacchio fino alle patatine fritte, l’elenco è davvero lungo. Quello che più conta è che Davide abbia scelto di invitare tutti i suoi amici e di festeggiare il suo compleanno proprio lì: nella cucina del centro dove tutte le settimane fa terapia. Come fosse la cucina di casa. Come se quel centro fosse casa. Davide ha 9 anni ed è nello spettro autistico.
Quel foglio che penzola dalla bacheca sembra, allora, la conferma di un obiettivo raggiunto. "Ho creato questo posto con il desiderio che la condivisione degli spazi e delle attività consentisse ai ragazzi di ritrovarsi intorno una seconda famiglia e ai loro genitori di guardare al futuro con meno preoccupazione, con meno paura. Il Dopo di Noi di un ragazzo con disabilità, infatti, dipende innanzitutto dalla presenza di una comunità che diventi una seconda famiglia". Parole di Mara Navoni, cofondatrice di Mondoabaut, che è al tempo stesso un’associazione, una cooperativa e un centro per le terapie basate sul metodo Aba. La sede è in via Torquato Tasso, a Cologno Monzese. È il centro dove Davide ha affisso il suo elenco. In quella cucina, infatti, si lavora ad un altro pilastro del Dopo di Noi: l’acquisizione di abilità che possano essere spendibili per trovare lavoro. "Qui abbiamo dato vita ad un laboratorio di pasticceria che si chiama Ma’Amul, dal nome di un biscotto della tradizione mediorientale" fa sapere Navoni. Un laboratorio istituito insieme ad Enrico Saccà, insegnante di religione e presidente dell’associazione “I Sassi di Betania“. Un laboratorio che consente ai partecipanti di cimentarsi nel servizio di sala durante le conviviali del Club Rotary di Varedo e del Seveso e, soprattutto, ha già permesso ad un ragazzo che lo ha frequentato di andare a lavorare al “Quanto Basta Cafè Bistrot“ gestito dalla cooperativa “Luna Blu“ che è il braccio operativo della “Fondazione Il Domani dell’Autismo“, che ha sede a La Spezia. "Li abbiamo conosciuti in occasione di un convegno organizzato qui a Cologno – ricorda Saccà – e una volta compreso quello che fanno, abbiamo deciso di collaborare". La logica è proprio quella della collaborazione, della cooperazione, dei vasi comunicanti, della famiglia (di nuovo) ma larga, anzi... "allargata".






