Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga di dieci giorni al taglio delle accise che sarebbe scaduta oggi a mezzanotte. Il provvedimento, come avevano anticipato ieri fonti di Palazzo Chigi, prolunga quindi fino al 5 settembre le misure già in vigore contro il caro carburanti, relativo al solo diesel, così da consentire al governo di lavorare a un intervento più mirato all'inizio del mese prossimo. Quella di oggi dunque non sarà dunque la soluzione definitiva, ma servirà a guadagnare il tempo necessario per mettere a punto un intervento strutturale, ancora allo studio, destinato a supportare le fasce più deboli o determinate categorie. Il nuovo orientamento del governo, di concentrare le misure nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, è nato ieri durante la riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.Il costo della misura si aggirerebbe attorno ai 130 milioni di euro. Finora lo schema è stato orizzontale: 17 centesimi al litro sul gasolio, 14 di accisa e 3 di Iva, introdotti con il decreto di fine luglio, prorogati dal Cdm del 4 agosto fino al 25 con 245 milioni raschiati dai bilanci dei ministeri e poi fino al 26 dal decreto interministeriale firmato il 20 agosto, che recupera l'extragettito Iva attraverso il meccanismo delle accise mobili. La spesa ammonta a circa dieci milioni al giorno, per un totale di oltre due miliardi spesi da marzo a oggi.Rinviato dunque il nodo delle coperture. Un'opzione sul tavolo è la tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, che Meloni però, anche a causa della contrarietà di Forza Italia, vorrebbe a livello Ue, mentre Salvini insiste sulle tasse alle banche. E proprio ieri la presidenza di turno irlandese ha detto che la discussione sarà calendarizzata.