Muriel Spark, autrice di Edimburgo che a lungo ha vissuto sino alla fine anche in Toscana, e che Adelphi pubblica da una quindicina d’anni (“I consolatori” è il titolo del primo romanzo tradotto in italiano, “Biglietto di sola andata” quello più recente), ha una scrittura limpida, brillante, intrisa di una sottile, controllata ironia. Che permea – ora più critica ora più indulgente – anche “Ragazze squattrinate”, romanzo uscito per la prima volta nel 1963 e appena arrivato in libreria nella nuova traduzione di Monica Pareschi. Sullo sfondo di una Londra che fa i conti con le macerie lasciate dalla guerra, il libro è ambientato in uno di quegli edifici simbolo del welfare inglese, il May of Teck Club, fondato e sovvenzionato da ricche nobildonne e ispirato a istituzioni realmente esistenti negli anni Quaranta, nati per offrire protezione sociale e sicurezza economica a ragazze giovani costrette a lasciare la provincia e le loro famiglie per motivi di lavoro.Timide, esuberanti, impaurite o sfacciate, tranquille zitelle con qualche anno in più o fanciulle con ricco seguito di amanti pronti a sgusciare via furtivamente dalle finestre, le inquiline dell’edificio edoardiano incarnano un’emancipazione femminile che insegue mestieri sul nascere, come i servizi di telefonia, le lezioni di dizione, il lavoro nelle case editrici. Esalta una solidarietà tra donne che vive di gesti concreti, come gli abiti – l’unico da ballo era firmato Schiaparelli – e le creme continuamente scambiati e condivisi. Il risultato è uno sfaccettato ritratto di gruppo di una generazione che deve maneggiare il sogno di un futuro nuovo di pace, denaro e amore. Senza poter indulgere nell’illusione di essere al sicuro: gli echi delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki risuonano come minacce incalzanti e danno al presente l’euforia e il timore dell’ultimo giorno: al giro di boa della Storia e della giovinezza. Quando malinconia e precarietà diventano per tutti, non soltanto per chi è più povero (“nel 1945, in Inghilterra le brave persone erano tutte povere”), compagne inevitabili.
Muriel Spark, elogio delle ragazze squattrinate
La Londra del 1945 in un romanzo breve della scrittrice scozzese. Un elogio dell'indipendenza femminile. All'interno di una residenza edoardiana per ragazze pov







