Mentre i sondaggi proiettano Jean-Luc Mélenchon verso il ballottaggio delle presidenziali del 2027 contro Marine Le Pen, il leader di La France Insoumise alimenta il dibattito politico in Francia con la sua proposta radicale di “dare fuoco” a una parte del debito pubblico francese per risolvere le difficoltà finanziarie del Paese. Se eletto – afferma – sopprimerà tra 600 e 635 miliardi di euro del debito pubblico detenuto dalla Banque de France a nome della Bce, la Banca centrale europea, pari cioè al 18-20% del debito totale della Francia. In un video diventato virale nelle ultime settimane Mélenchon diceva: “Basta prenderli e mandarli al fuoco: non ci sono più e nessuno si accorgerà che sono scomparsi”. L’idea era già comparsa nel pieno della pandemia di Covid e figurava anche nel suo programma per le presidenziali del 2022. A sostenerlo è l’uomo d’affari, vicino alla sinistra, Matthieu Pigasse, per il quale “la cancellazione potrebbe avvenire senza alcun impatto economico e finanziario”. Altri economisti denunciano invece una lunga lista di rischi – perdita di fiducia dei mercati, aumento dei tassi d’interesse, esplosione dello spread o ancora pressioni inflazionistiche -, oltre a sollevare problemi giuridici. “Se Mélenchon fa quello che dice la crisi finanziaria è assicurata – ha tuonato il ministro dell’Economia, Roland Lescure -. È illegale e non conforme ai trattati europei”.