Jean-Luc Mélenchon torna all'attacco del debito pubblico francese con una proposta destinata a infiammare la campagna per le presidenziali del 2027: cancellare una quota consistente dei titoli di Stato detenuti dalla Banque de France, pari a circa il 18% del debito pubblico e a oltre 600 miliardi di euro.
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L'idea non è nuova. Il leader della sinistra radicale francese l'aveva già avanzata durante la pandemia di Covid-19, quando le banche centrali avevano acquistato enormi quantità di titoli pubblici per sostenere le economie. Ora, con il debito francese nuovamente al centro delle preoccupazioni dei mercati, Mélenchon l'ha rispolverata in piena corsa verso l'Eliseo.
Durante un comizio ha sintetizzato la proposta con una formula volutamente provocatoria: prendere il 18% detenuto dalla banca centrale francese e "buttarlo nel fuoco". L'obiettivo è semplice: ridurre il peso del debito e creare spazio per finanziare maggiori investimenti e spesa pubblica.
Ma il punto è proprio questo: si può davvero cancellare quel debito? E soprattutto, la Francia ci guadagnerebbe davvero?










