Roma, 26 ago. (Adnkronos Salute) - I farmaci basati sulle incretine (semaglutide e tirzepatide) potrebbero forse rivoluzionare anche le terapie reumatologiche. Nate per il trattamento del diabete e dell’obesità, queste terapie hanno la capacità di ridurre l’infiammazione sistemica. Contribuendo inoltre in maniera significativa alla perdita di peso, riducono il carico meccanico e metabolico sulle articolazioni, riducendo il dolore. Al Policlinico Gemelli di Roma - riporta una nota - sono in corso una serie di ricerche proprio per chiarire un eventuale ruolo di questi farmaci, nati per il diabete e l’obesità, anche in alcune malattie reumatologiche, quali artrite psoriasica e reumatoide. Colpire l’infiammazione, qualunque ne sia la causa che la produce, anche ricorrendo ai nuovi farmaci basati sulle incretine (gli analoghi recettoriali del Glp-1 e i dual agonist Glp-1/Gip). È questa la possibilità che si sta affacciando anche in ambito reumatologico.
"Esiste un chiaro legame tra obesità e malattie infiammatorie reumatologiche – afferma Maria Antonietta D’Agostino, ordinario di reumatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Reumatologia di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs - in particolare nel caso dell’artrite psoriasica. Ed è noto da tempo che l’obesità è un fattore aggravante l’infiammazione nel caso della psoriasi, delle malattie cardio-vascolari in corso di psoriasi e nell’artrite psoriasica. Utilizzare questi farmaci permette di ridurre il burden doloroso, perché le articolazioni sono sottoposte ad un minor carico meccanico con la perdita di peso, ma anche di ridurre l’infiammazione. E uno dei tessuti che produce la maggior quantità di citochine infiammatorie è proprio il tessuto adiposo".






