HomeEmilia RomagnaCronacaRifiuti, rebus tariffa puntuale: entrano altri 30 comuni (anche maxi)Addio alla Tari, arrivano i conferimenti contati per l’indifferenziata in Emilia-Romagna. E, spesso, nuovi aumenti in bolletta. Di cosa si tratta nello specifico e qual è l'obiettivoIn Emilia-Romagna le maglie della tariffa puntuale si allarganoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciBologna, 26 agosto 2026 – “Il percorso della raccolta differenziata non è reversibile”. E, ancora: il progetto della gestione dei rifiuti è fondato sul concetto che “non esiste un diritto illimitato a consumare e produrre rifiuti”. Detto in parole semplici: i cittadini si mettano il cuore in pace, indietro non si torna. Parola di Atersir, l’Agenzia regionale per i servizi idrici e i rifiuti, che definisce il costo del servizio.

Dalla Tari alla Tariffa corrispettiva puntuale

Uno dei processi più faticosi di questa scalata alla sostenibilità ambientale è il passaggio dal sistema Tari, che è una tariffa stabilita dai Comuni sulla base di indici come i metri quadri dell’abitazione e il numero dei componenti della famiglia, alla famigerata Tcp. La Tariffa corrispettiva puntuale si basa (per dirla a grandi linee) sul concetto: paghi per quanti rifiuti produci. La Tcp, infatti, assegna a ogni utenza un numero massimo di conferimento di indifferenziata. Per fare un esempio, a Sasso Marconi in provincia di Bologna, sono state definite 6 fasce. Si parte da 26 conferimenti l’anno per i nuclei composti da una sola persona — in pratica uno svuotamento ogni due settimane — fino a 52 conferimenti per le famiglie con sei o più componenti, pari a un’esposizione settimanale. Una famiglia di quattro persone avrà a disposizione 47 conferimenti. L’obiettivo è, ovviamente, incentivare e aumentare la raccolta differenziata di organico, carta, plastica e vetro. L'inserimento della tariffa puntuale ha l'obiettivo di incentivare e aumentare la raccolta differenziata di organico, carta, plastica e vetro