| 26 Agosto 2026 15:03 |
2 minuti per la lettura
(Adnkronos) – “Sto pensando di lasciare il Paese, nonostante io sia una persona pulita che non ha fatto niente di sbagliato. Non spaccio, non rubo, non ho mai ammazzato nessuno. Spero che la famiglia di Fakir possa aiutarmi in qualche modo, e convincere chi mi vuole fare del male che non c’entro niente. Ero lì per caso e non avrei mai pensato che Fakir potesse morire”. E’ lo sfogo pubblicato su ‘Repubblica’ del 37enne kossovaro che la mattina del 19 luglio è intervenuto nel quartiere Pilastro di Bologna nelle operazioni di immobilizzazione di
Abderrahim Fakir
tenendogli le caviglie. “Da quel giorno non può più frequentare il quartiere: è scappato per paura dopo le minacce di un gruppo nutrito di residenti, e non solo – si legge – ‘Ti spacchiamo la testa’, gli avrebbero promesso. ‘Devi sparire’. ‘Vattene perché ti fanno la pelle’”. E aggiunge: “Mi hanno anche picchiato”.







