BOLOGNA – Un meteorologo per amico conviene sempre. Figuriamoci con un’estate così. «Fuori dal lavoro mi chiedono soprattutto del fine settimana. In famiglia le domande sono più quotidiane: caldo insopportabile?, posso stendere il bucato?, posso andare a fare la spesa senza l’ombrello? Ma non è un assalto, spesso non chiedono per paura di disturbare». Pierluigi Randi, 64 anni, vive a Bagnacavallo. Lì si sono toccati i 40,2 gradi. «Nel 2017, il record: 42,5 gradi». Presidente di Ampro, l’associazione nazionale dei meteorologi professionisti, è uno scienziato rigoroso. Niente magia, stregoneria, alchimia: il clima è una cosa seria. «Guardo i dati, certo. Ma non è compulsivo. In condizioni particolarmente critiche la consultazione può superare anche le trenta volte al giorno».
Niente illusioni: i meteorologi soffrono il caldo. Anzi, dice Randi, «preferiamo di gran lunga il freddo. Per me questa è stata un’estate davvero invivibile. Sono stremato». E ancora: «Io e mia moglie Irene abbiamo il climatizzatore in camera da letto, ma lo usiamo con parsimonia. Massimo 27 gradi. Di giorno, nel mio studio, finestre aperte e ventilatore, arrivo anche a 30, 31 gradi. Un bel caldo. Sì, ci sarà la quinta ondata. Ma durerà un paio di giorni. E niente temperature record».







