ULAANBAATAR – Il 17 agosto si è aperta a Ulaanbaatar, in Mongolia, la 17ª Conferenza delle Parti (COP17) della Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD). L’incontro, organizzato sul tema Restore land, restore hope, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti governativi, nonché di organizzazioni internazionali, istituti di ricerca scientifica, imprese e altre componenti della società civile. La conferenza si concluderà il 28 agosto. Essendo il primo importante incontro del 2026 nell’ambito delle “Tre Convenzioni di Rio”, la COP17 ha suscitato notevole interesse nella comunità internazionale.

Al termine della prima settimana di negoziati, si può osservare come gli incontri abbiano generalmente evidenziato una crescente attenzione politica alla mobilitazione delle risorse finanziarie, divenuta ormai una richiesta fondamentale per affrontare le questioni legate al degrado del suolo e alla siccità. Al momento, tuttavia, non sono ancora stati definiti risultati negoziali sostanziali di particolare rilievo. Durante la prima settimana è stato compiuto un progresso significativo passando dal «ripristino del territorio» alla «gestione della siccità, ai finanziamenti e al rafforzamento della resilienza». In relazione a ciò la gestione della siccità rimane la questione centrale e più delicata dal punto di vista politico dell’attuale sessione. Uno dei temi principali dei negoziati alla COP17 è infatti la governance globale della siccità, una discussione che prosegue quella avviata alla COP16 del 2024 che non è riuscita a raggiungere un accordo definitivo sull’istituzione di un meccanismo globale di gestione della siccità e la questione è stata pertanto affrontata adesso alla COP17. La possibilità dell’attuale COP17 di raggiungere una svolta sul tema della siccità è quindi considerata dalla comunità internazionale un importante indicatore dell’efficacia della governance ambientale multilaterale. Inoltre, la prima settimana di negoziati ha mostrato una generale convergenza sulla necessità di rafforzare la governance globale della siccità, ma permangono differenze significative su questioni quali la forma della governance, il carattere giuridicamente vincolante degli eventuali strumenti e la ripartizione delle responsabilità finanziarie.