Sul Corriere di oggi Giuliana Ferraino e Daniela Polizzi spiegano, con ricchezza di dettagli, le conseguenze familiari e societarie delle clamorose dimissioni di Leonardo Maria Del Vecchio dai ruoli ricoperti nel gruppo fondato dal padre. Le considerazioni (amare) sul cambiamento di clima all’interno di Essilor-Luxottica, contenute nella lettera anticipata da Mf, sono confermate da più fonti interne. Dunque, Lmdv su questo qualche ragione sembra averla. Su altre no (si indebitasse, per esempio, di meno). Con la sua uscita, che segue quella di Rocco Basilico, si separa anche formalmente la proprietà dal management aziendale. Come avrebbe voluto, senza perdere il controllo, il geniale fondatore che è stato geniale in tutto meno che nello scrivere il proprio testamento. Ma si crea anche una rottura con il chief executive office, Francesco Milleri. Questa poco dignitosa saga familiare è una ferita a posteriori alla memoria di un grande imprenditore. Ed è incredibile come non vi sia una più diffusa e comune consapevolezza tra gli eredi. Dovrebbero sentire il dovere, oltre all’interesse, di andare d’accordo o perlomeno di trovare una soluzione di stabilità nella governance di Delfin che ha il 32, 2 per cento di Essilux (oltre a quote di Mps, Generali, UniCredit). Per loro e per l’azienda, anzi le aziende che sono fatte di persone che vanno e vengono e oggi, forse, vengono meno di un tempo. E anche l’accortezza di rivolgersi a consulenti più preparati e fidati mentre più volte sono apparsi nel sceglierli - a cominciare dal giovane Lmdv - di una sorprendente ingenuità. Il mondo professionale, soprattutto milanese, non ha fatto e non sta facendo in diversi casi una bella figura. Chi eredita una fortuna ha la preoccupazione di non disperderla (si fa presto), ma assume anche l’impegno di rispettare e incrementare il patrimonio, non solo finanziario ma anche morale, costituito da un’azienda che incarna al meglio i valori del made in Italy. Avanti così se la prenderanno i francesi. Gli eredi Del Vecchio guardino di più ogni giorno all’andamento del titolo del gruppo quotato a Parigi che ha perso, dai suoi massimi, più del 50 per cento. La lite familiare non aiuta. Lo diciamo con la stima e l’affetto che nutrivamo nei confronti di Del Vecchio senior conosciuto quando non era ancora né ricco né famoso. Lavoratore indefesso, appassionato e generoso. Non un aspirante rentier.
Le parole di Leonardo Maria Del Vecchio
Un poco dignitosa saga familiare che è una ferita a posteriori alla memoria di un grande imprenditore












