LMDV lascia EssilorLuxottica accusando Milleri. Ma il vero problema è il buco da 1,3 miliardi. Apollo resta in standby mentre Unicredit corteggia gli asset di Delfin. E Parigi aspetta il 2027.
La lettera di Leonardo Maria Del Vecchio è arrivata lunedì sera sul tavolo di Francesco Milleri e del consiglio di EssilorLuxottica, ed è un piccolo trattato di umanesimo aziendale: la gestione «distante» e «impersonale», le persone che «devono tornare al centro», la Luxottica di 20 anni fa dipinta come un paradiso perduto. La prosa della lettera sembra uscita dalla stessa officina digitale che avevamo già riconosciuto nella memorabile lectio magistralis di Tor Vergata. Il mercato ha archiviato tutto con un ribasso da prefisso telefonico; le dimissioni seguono di un anno quelle del fratellastro Rocco Basilico e chiudono la presenza operativa della famiglia in azienda. Il contenuto vero però sta nei numeri che la lettera si guarda bene dal citare.
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).
Il divorzio si è consumato due mesi fa
Primo numero: il titolo. EssilorLuxottica ha perso circa il 40 per cento in 12 mesi e quasi il 50 per cento dal massimo di 322 euro dello scorso novembre. Ai 160 euro di questi giorni la capitalizzazione è precipitata da circa 150 a poco più di 74 miliardi. Su quel valore poggiava il progetto di LMDV: rilevare il 25 per cento di Delfin dai fratelli Luca e Paola e salire dal 12,5 al 37,5 per cento della cassaforte di famiglia. Un’operazione da 10 miliardi, benedetta dall’assemblea del 27 aprile con sei voti su otto e affidata a un pool guidato da UniCredit con Bnp Paribas e Crédit Agricole. Poi il collaterale si è squagliato insieme al titolo, le banche hanno preteso manleve e una lettera di patronage da Delfin, e il consiglio della holding ha rifiutato di impegnare gli attivi di tutti per l’ascesa di uno solo. Al voto sulla patronage, Milleri si è espresso a favore insieme al notaio Mario Notari; contro, il ceo Romolo Bardin e i consiglieri Giovanni Giallombardo e Aloyse May. Milleri ha provato ad aiutare il suo alleato e ha scoperto di aver perso il proprio consiglio; Leonardo Maria ha scoperto a giugno che il patto aveva smesso di produrre risultati. La lettera di lunedì certifica un divorzio consumato due mesi fa.











