Dietro il passo indietro del quartogenito del patriarca Leonardo da EssilorLuxottica ci sono diverse ragioni. Alcune che sembrano veri paradossi e altre che puntano a smuovere lo stallo in Delfin
Le dimissioni a sorpresa di Leonardo Maria Del Vecchio (Lmdv) da ogni incarico operativo in EssilorLuxottica segnano un punto di non ritorno nella complessa successione del patriarca Leonardo, scomparso quattro anni fa. Motivate ufficialmente con la volontà di evitare conflitti d’interesse tra il ruolo di azionista “al piano di sopra” (Delfin) e manager “al piano di sotto” (Essilux), le dimissioni celano in realtà una profonda spaccatura con Francesco Milleri, presidente e AD di Essilux e numero uno della cassaforte lussemburghese.
Secondo quanto ricostruito oggi da Repubblica nonostante lo statuto di Delfin vieti di dare in garanzia le azioni senza il consenso di tutti gli otto soci (ognuno proprietario del 12,5%), negli ultimi quattro anni Leonardo Maria è riuscito a ottenere dalle banche una liquidità imponente, forte della sua posizione e del supporto iniziale dello stesso Milleri. L’esposizione finanziaria personale di Lmdv è stimata per difetto in 1,3 miliardi di euro, utilizzati per investimenti personali e l’espansione del suo family office, Lmdv Capital (patrimonio netto 2024 di 156 milioni).










