COLLE SANTA LUCIA - Sono iniziate nel fine settimana le riprese de "I sentieri di Tina", il docufilm curato da Valentina Magrin, nipote di Tina Anselmi, la prima donna a ricoprire l'incarico di ministro della Repubblica. Primo ciak a Colle Santa Lucia, nelle Dolomiti bellunesi, uno dei luoghi più cari all'ex ministra, che dal 1981 aveva una casa nel paese e qui amava trascorrere i periodi estivi, lontano dagli impegni e dai clamori della politica. «Abbiamo iniziato sabato, proprio quando c'era una festa in paese, quindi possiamo dire che le riprese sono partite in un clima gioioso, aiutate anche dal sole e dal bel tempo racconta Magrin . In questi giorni, abbiamo percorso alcuni dei sentieri che mia zia amava frequentare e incontrato diverse persone che l'hanno conosciuta e che hanno ancora un ricordo di lei». Un avvio che ha permesso alla nipote di raccogliere nuove testimonianze e tasselli di quella dimensione più privata che rappresenta il cuore del progetto.

Gli incontri Tra gli incontri anche quello con il sindaco di Colle Santa Lucia, Paolo Frena. «All'epoca era un giovane della Dc e si ricorda di mia zia seduta su una panchina nel centro del paese. Si avvicinò a lei con un po' di timore reverenziale, ma anche con la consapevolezza di appartenere allo stesso schieramento politico. Mi ha raccontato che mia zia, quando veniva qui, cercava tuttavia di non parlare troppo di politica. Era semplicemente Tina, per tutti». Con il primo cittadino si è parlato anche del futuro del progetto. «Abbiamo ragionato sulla possibilità di fare qualcosa insieme nel 2027, magari anche una proiezione del docufilm» anticipa la nipote. Le testimonianze A Colle Santa Lucia sono emerse anche altre testimonianze. Tra le persone incontrate c'è la maestra Bruna di Pieve di Livinallongo, ma anche alcuni turisti di lungo corso, come Giovanni Tamburini, patron della mortadella Favola. «Possiede ancora un video in cui si vede mia zia che balla su una terrazza del paese, nei primi anni Ottanta, insieme al senatore Arnaldo Colleselli. Sono materiali come questo che permettono di continuare la ricerca sulla vita di mia zia». Il legame con la montagna, del resto, è proprio il punto di partenza scelto da Magrin per raccontare la zia. «Per me la montagna era il punto di partenza naturale aveva spiegato Magrin presentando il progetto, finanziato con fondi regionali e ministeriali . I sentieri che mia zia percorreva diventano anche una metafora dei sentieri della sua vita». L'obiettivo è restituire un'immagine più intima, attraverso fotografie di famiglia, archivi privati, e testimonianze di chi l'ha conosciuta lontano dalla politica. Ad accompagnare Valentina nelle riprese in montagna c'è anche lo scrittore Vincenzo Agostini, originario di Colle Santa Lucia. «È stato grazie a lui che è nato questo progetto. Mi aveva contattata un paio d'anni fa suggerendomi di lavorare su questo tema. Aveva conosciuto mia zia quando aveva 17 anni e faceva il manovale per mantenersi agli studi di giurisprudenza. Fu lui a costruire la casa di mia zia e ricorda quando lei arrivava per vedere come procedevano i lavori». Le riprese in montagna dovrebbero concludersi questa settimana, ma per "I sentieri di Tina" il viaggio è appena cominciato. «Da qui ci porteranno altrove: faremo tappa a Roma, in Emilia-Romagna e anche all'estero, in Polonia. Il filo conduttore, però, resterà sempre lo stesso: raccontare mia zia al di là della dimensione politica, mostrando Tina nella sua quotidianità, nei suoi rapporti e nei luoghi in cui riusciva a essere semplicemente se stessa».