Una giovanissima Tina Pica, cameriera con crestina e grembiule bianco, impegnata a diluire un sonnifero in una tazza di cioccolata, si riconosce in Carmela, la sartina di Montesanto (1916), tra paesaggi idilliaci e interni borghesi. l frammento di 12 minuti del filmato di Elvira Notari, un dramma passionale basato su un romanzo d’appendice di fine ‘800, che verrà proiettato giovedì 25 al Festival Il Cinema Ritrovato di Bologna. Tra il 1906 e il 1930, Elvira Coda Notari, regista, montatrice, produttrice, distributrice, eroina totale del cinema muto, grande protagonista dimenticata del cinema mondiale, ha realizzato centinaia di documentari e cortometraggi, quasi tutti perduti, e sessanta lungometraggi, di cui ne restano soltanto tre (È piccerella, ‘A santanotte e Fantasia ‘e surdato), spesso accompagnati da un’orchestra dal vivo.
Da qualche settimana, al termine delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita, finalmente è disponibile il cofanetto Elvira Notari Pioniera del cinema italiano, frutto della collaborazione tra Cineteca Nazionale e Penny Video (dvd + bluray + libretto di 80 pagine, euro 29,90). Al suo interno sono contenuti tutti i film superstiti della regista, preservati da CSC-Cineteca Nazionale. Un modo per far conoscere a un pubblico più vasto il talento straordinario di questa artista, riscoperta dal femminismo negli anni ’70, finora confinata in rassegne specializzate o nei circuiti di cineclub.








