CASTELFRANCO (TREVISO) - La polemica esplode alla vigilia del primo Consiglio comunale dell'era Ghimenton, in programma oggi alle 20, proprio mentre Valentina Magrin si prepara a sedere per la prima volta tra i banchi dell'assemblea cittadina. Al centro c'è un post pubblicato da Anna Vinci nella pagina Facebook "Tina Anselmi, storia di una passione politica", nel quale vengono rivolte alla neo consigliera comunale del Partito Democratico accuse personali e politiche legate anche all'uso pubblico della memoria della zia, Tina Anselmi.

Botta e risposta Magrin, nipote della prima donna ministro della Repubblica, ha scelto di rispondere pubblicamente, respingendo con forza le affermazioni contenute nel post e annunciando la possibilità di tutelarsi nelle sedi competenti. «Leggo con profondo rammarico parole false, offensive e gravemente lesive della mia reputazione - afferma Magrin -. Possono esserci stati negli anni dissapori personali, ma nessuna divergenza autorizza qualcuno a screditare la mia persona o a mettere in discussione la mia onestà».Nel post, Vinci contesta a Magrin di presentarsi politicamente nel nome di Tina Anselmi, mettendo in discussione comportamenti e rapporti personali. La neo consigliera respinge questa ricostruzione e rivendica la propria autonomia. «Essere la nipote di Tina Anselmi non è un ruolo che mi attribuisco: è un dato di fatto - sottolinea -. Lo porto con orgoglio e con il senso di responsabilità che ne deriva. Ma è falso sostenere che io abbia costruito il mio percorso politico nel suo nome. Ho sempre rivendicato la mia autonomia di pensiero e la mia indipendenza».Il punto più doloroso, per Magrin, riguarda però il rapporto familiare. Secondo la consigliera, il post di Vinci tenterebbe di escludere una parte della famiglia dalla memoria personale e affettiva dell'ex ministra. «Mi addolora il tentativo di cancellare o ridimensionare una parte della famiglia di Tina Anselmi dalla sua storia. Tina aveva due sorelle, che ha amato profondamente e allo stesso modo. Nessuno ha il diritto di appropriarsi della sua memoria o di riscrivere i suoi affetti sulla base di dissapori personali». Le conseguenze Magrin parla apertamente di affermazioni diffamatorie, anche perché nel post le vengono attribuiti comportamenti definiti scorretti senza, sostiene, alcun fatto concreto a supporto. «Mi vengono attribuiti comportamenti bugiardi e scorretti senza indicare un solo episodio preciso - prosegue -. Sono affermazioni gravemente diffamatorie, che respingo con assoluta fermezza. In passato sono già state presentate diffide. Lo abbiamo fatto quando sono state diffuse ricostruzioni che ritenevamo non vere su momenti molto delicati della vita di mia zia. Anche questa volta non credo si possa semplicemente lasciar correre. Mi riservo di valutare con un legale come procedere».La tempistica, secondo Magrin, rende la vicenda ancora più pesante. Il post è arrivato infatti ieri, alla vigilia del primo Consiglio comunale della nuova amministrazione, nel quale la neo eletta farà il proprio ingresso ufficiale. «Pubblicare queste parole proprio alla vigilia del mio primo Consiglio comunale conferisce alla vicenda una gravità ulteriore - conclude -. Per questa serra sono emozionata. Per me è la prima esperienza nell'amministrazione comunale e so quanto impegno ci abbiamo messo come squadra. Sono entusiasta e non vedo l'ora di iniziare».