CASTELFRANCO «Chiedo scusa a Valentina per il post. Io le voglio bene». Anna Vinci prova a spegnere la polemica nata dopo il messaggio pubblicato nei giorni scorsi nella pagina Facebook “Tina Anselmi, storia di una passione politica”, che aveva provocato la dura reazione di Valentina Magrin, neo consigliera comunale del Partito Democratico e nipote di Tina Anselmi. Dopo giorni di tensione, in cui Magrin aveva anche annunciato l’intenzione di diffidare Vinci, la scrittrice romana affida ora a parole più concilianti il tentativo di chiudere una vicenda diventata pubblica e politicamente delicata.

IL PROFILO Anna Vinci, giornalista, scrittrice, autrice televisiva e biografa di Tina Anselmi, ha firmato con la prima donna ministro d’Italia il libro “Storia di una passione politica” e ha dedicato alla sua figura saggi, documentari e lavori teatrali. Proprio per questo, spiega, il suo intervento nasceva dal legame personale e professionale con la memoria di Anselmi, ma anche dalla preoccupazione per il clima politico che si è creato attorno alla vicenda. «Mi dispiace se Valentina si è sentita ferita dalle mie parole - afferma Vinci -. Il mio affetto per lei rimane e va oltre qualsiasi problema. Le voglio bene e proprio per questo ci tengo a chiarire il senso del mio intervento. Non volevo alimentare uno scontro personale, ma richiamare l’attenzione su un rischio che vedo: quello dei giochi di potere». LE MOTIVAZIONI Il riferimento è al contesto politico e alle tensioni interne che, secondo Vinci, potrebbero sfruttare il nome di Tina Anselmi e il percorso pubblico di Magrin. «Quello che voglio emerga è che bisogna stare attenti a chi cerca spazi e visibilità approfittando di momenti delicati - spiega -. Lo dico perché tengo a Valentina e perché credo che, essendo giovane, abbia il desiderio di aprire davvero le porte del Pd. Sarebbe un errore se attorno a lei si muovessero interessi che nulla hanno a che vedere con Tina, con la sua famiglia e con una politica limpida». Vinci riconosce di avere usato toni eccessivi. «Sono stata dura, forse ho anche provocato, e di questo mi dispiace - aggiunge -. Ma vorrei che fosse chiaro il punto: non voglio che questa storia diventi terreno per altri. Le persone che non c’entrano con Valentina, con la famiglia Anselmi e con me dovrebbero fare un passo indietro. La verità dovrebbe portare pace, non nuove divisioni». La scrittrice difende anche il proprio ruolo nel racconto pubblico di Tina Anselmi, senza volerlo contrapporre a quello della famiglia.«Sono stata scelta da Tina per lavorare con lei e ho dedicato molti anni alla sua memoria - ricorda -. Questo per me è un onore e chiedo soltanto che venga rispettato. Ho conosciuto più da vicino una parte della famiglia, in particolare Maria, perché la frequentavo di più. Ma questo non significa voler cancellare nessuno o negare altri legami affettivi». Il messaggio, poi, è rivolto direttamente alla neo consigliera dem. «Valentina sa che l’affetto resta - conclude Vinci -. In onore di Tina, e anche per rispetto della sua storia, vorrei che questa vicenda si chiudesse con chiarezza. Non è tempo di alimentare rancori. È tempo di rispettare i ruoli, abbassare i toni e impedire che i giochi di potere prevalgano sulle persone». Nel frattempo, lunedì si è svolto il primo consiglio comunale dell’era Ghimenton. Nei banchi del sala consiliare si è seduta anche Valentina Magrin, eletta consigliera, alla quale è stato affidato l'incarico di sviluppare progetti dedicati alla valorizzazione della figura di sua zia Tina Anselmi. Si partirà già l’anno prossimo con un festival della democrazia per celebrare il centenario della nascita della prima donna a ricoprire la carica di ministro della Repubblica.