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Ultimo aggiornamento: 6:32

di Enza Plotino

In questo deserto di figure pubbliche autorevoli che portano avanti con dignità, passione e soprattutto etica pubblica, la battaglia sui diritti, un semplice scambio di chat con una compagna sindacalista e una foto su una tessera, quella di Tina Anselmi, che capeggia sull’iscrizione 2026 al Partito Democratico mi hanno sbloccato un potente ricordo che voglio condividere per non dimenticarlo, come avevo fatto fino ad oggi.

Ho conosciuto personalmente Tina Anselmi. Con altre colleghe giornaliste ho fatto parte, nel 1991, di un’iniziativa promossa a Palazzo Chigi, denominata “Tavolo delle Giornaliste” presieduto proprio da Tina Anselmi. Ero stata invitata a partecipare come rappresentante della stampa femminista indipendente, con l’obiettivo comune di sostenere la parità uomo-donna nei sistemi informativi, tanto sul piano dell’accesso e delle carriere quanto su quello della rappresentazione plurale dell’immagine delle donne nella programmazione televisiva. La presenza di Tina Anselmi, a presiedere il Tavolo, oltre alla folta partecipazione di giornaliste rappresentanti di molti organi d’informazione e delle rappresentanti delle commissioni di parità di Ordine dei Giornalisti, Associazione Stampa Romana e Fnsi, ha dato all’iniziativa l’opportunità di avviare un dibattito stimolante sul ruolo delle donne e delle giornaliste nella politica e nel giornalismo, tema ricorrente nel dibattito pubblico di quegli anni e ha permesso a quel Tavolo di accompagnare l’emanazione di leggi importanti come la legge 125, fondamentale per la parità uomo-donna nel lavoro.