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Fabio Savelli

Non solo banche: gli «extraporofitti» riguardano anche i carburanti. L’impennata dei prezzi fa tornare di attualità l’idea di chiedere alle compagnie un contributo straordinario. La nostra guida alla tassa sugli extraprofitti: come funziona, quanti profitti straordinari hanno generato petrolio e gas e come potrebbero essere tassati

L'impennata dei prezzi del petrolio e del gas seguita all'escalation militare tra Israele, Stati Uniti e Iran e alla successiva chiusura parziale dello Stretto di Hormuz ha riaperto un dibattito che sembrava archiviato dopo la crisi energetica del 2022: quello sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifiche ed energetiche. La questione è tornata al centro del confronto politico in tutta Europa mentre i prezzi dei carburanti hanno ripreso a correre, in alcuni casi superando la soglia dei 3 euro al litro nelle aree di servizio autostradali, e famiglie e imprese si trovano nuovamente a fare i conti con un aumento dei costi energetici. Sul tavolo c'è l'ipotesi di un nuovo contributo straordinario a carico delle grandi compagnie energetiche, destinato a finanziare misure di sostegno contro il caro-energia.

Perché si parla di extra-profitti?Il concetto di extraprofitti si basa sull'idea che una parte degli utili realizzati dalle aziende del settore non derivi da investimenti, innovazione o maggiore efficienza, ma da eventi geopolitici eccezionali che determinano un improvviso aumento dei prezzi delle materie prime. La chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale, ha provocato un forte incremento delle quotazioni del greggio e del gas naturale liquefatto. Per le società attive nell'estrazione, nella produzione e nella commercializzazione di idrocarburi ciò si è tradotto in un aumento dei margini operativi e dei profitti. Secondo le stime degli analisti, le grandi major internazionali — da ExxonMobil a Chevron, da Shell a BP fino alla francese TotalEnergies — hanno registrato nel corso degli ultimi trimestri miliardi di dollari di ricavi aggiuntivi grazie al rialzo delle quotazioni energetiche. Anche gruppi europei integrati come Eni beneficiano generalmente di prezzi elevati del greggio attraverso la divisione Exploration & Production, pur subendo in parte gli effetti negativi sul lato della raffinazione e della distribuzione.