L’Italia si prepara a sbloccare una parte consistente delle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea attraverso il programma Safe (Security Action for Europe), lo strumento comunitario destinato a sostenere gli investimenti nella difesa e a rafforzare l’industria militare europea.

Secondo quanto riportano diversi quotidiani italiani, il governo Meloni si appresta a chiedere una quota compresa tra gli 8 e i 10 miliardi, un po’ meno dei 14,9 miliardi bloccati inizialmente dall’Italia.

«La Commissione ha avuto scambi con l’Italia su due punti: sull’importo finale e sui tempi della decisione», ha spiegato il portavoce dell’esecutivo europeo Thomas Regnier.

D’altro canto il ministro della difesa, Guido Crosetto, ha sempre detto che «l’Italia avrebbe fatto la sua parte».

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha evidenziato come la struttura del finanziamento (scadenza a 45 anni e tasso d’interesse inferiore rispetto al debito nazionale) renda conveniente l’attivazione dello strumento.