Troppe presenze nelle acque del Parco, comportamenti poco rispettosi delle regole e un sistema sanzionatorio che, secondo i vertici dell’ente, non è più adeguato a tutelare un’area sottoposta ogni estate a una pressione crescente.
Il tema è stato affrontato dal direttore del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Yuri Donno, e dalla presidente Rosanna Giudice, intervenuti sulla pagina istituzionale social dell’ente. Donno ha ricordato il confronto avviato con le altre aree marine protette, gli organi di controllo e le autorità competenti, sottolineando la necessità di intervenire sulla legge quadro sulle Aree Protette, la n. 394 del 1991, anche attraverso un rafforzamento delle sanzioni.
Il direttore ha inoltre richiamato una lettera inviata al Ministero, e alle forze dell’ordine per rappresentare le difficoltà incontrate nella vigilanza e nella gestione del territorio. E chiede ed auspica avere la possibilità di costituire un corpo di vigilanza proprio con potere sanzionatorio.
Ancora più netto il messaggio della presidente. «Dobbiamo smettere di entrare nel Parco come se stessimo entrando a Gardaland», ha detto la Giudice, annunciando la volontà dell’ente di mettere in campo «un’operazione forte» per contrastare abusi e violazioni.








