L’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna (AssonauticiSardegna) contro le disposizioni del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Il nuovo caso riguarda lo sbarco vietato alle unità in locazione senza conducente e consentito a quelle adibite al noleggio se subordinate ai requisiti previsti per la propulsione elettrica. “Ma i privati possono continuare a sbarcare e, sulle stesse spiagge, continuano ad arrivare anche i passeggeri delle unità adibite al traffico passeggeri”, dice l’associazione. Il paradosso «L’ambiente cambia a seconda di chi mette piede sulla spiaggia? Se un arenile è così fragile da vietare lo sbarco al cliente di una barca in locazione, perché può essere raggiunto da un privato o da centinaia di passeggeri?» domanda Claudio Denzi, presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna. È questo il paradosso denunciato dagli operatori: dune, vegetazione pioniera e arenili subiscono la pressione delle persone indipendentemente dal mezzo con cui queste sono arrivate. Secondo AssonauticiSardegna.org, quindi, il parametro ambientale dovrebbe essere la pressione antropica e la capacità di carico della spiaggia, non la categoria amministrativa dell’imbarcazione. Il problema assume dimensioni ancora maggiori nei giorni di massima affluenza: secondo i dati richiamati dall’Associazione, il traffico passeggeri può portare migliaia di persone al giorno sulle spiagge dell’Arcipelago. «Da una parte vietiamo lo sbarco al singolo cliente, dall’altra consentiamo quello di centinaia di persone nello stesso luogo. È una sorta di sbarco in Normandia autorizzato» dice Denzi. La contraddizione Non è, secondo Assonautici, l’unica contraddizione delle nuove regole. L’associazione ha già contestato anche il sistema che attribuisce 40 punti a determinate unità a motore (costruite dopo il 2013) e appena 20 alla vela nelle graduatorie per le autorizzazioni. È il criterio contenuto nei nuovi disciplinari approvati dal Consiglio Direttivo del Parco per il rilascio delle autorizzazioni alle unità da diporto senza conducente nelle zone Mb dell’Area Marina Protetta. «Pensavamo che utilizzare il vento per navigare costituisse un vantaggio ambientale rispetto alla propulsione a motore. Evidentemente dobbiamo esserci persi qualcosa: chiediamo al Parco di spiegarci che cosa» commenta sempre Denzi. Che aggiunge: «C’è poi un elemento che rende il caso ancora più singolare. Lo stesso Parco riconosce alle unità da diporto a vela una riduzione del 40% sul contributo d’ingresso all’area protetta. La vela, dunque, da una parte viene considerata meritevole di un’importante agevolazione economica; dall’altra, nella graduatoria contestata dagli operatori, ottiene 20 punti contro i 40 attribuiti alle unità a motore costruite dal 2013». E poi: «Non chiediamo privilegi per le barche a vela e non sosteniamo che qualsiasi unità a motore sia necessariamente inquinante. Ma poniamo una domanda molto semplice: quali indicatori ambientali giustificano il doppio dei punti?». Regola unica Tornando agli arenili la richiesta dell’associazione è di una regola unica. «Non chiediamo di poter fare ciò che viene vietato agli altri —sostiene il presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna— ma l’opposto: se una spiaggia deve essere protetta, chiediamo di proteggerla da tutti». «Proponiamo da anni l’accesso soltanto a nuoto, la permanenza al bagnasciuga e la tutela delle dune, per operatori, privati e traffico passeggeri senza distinzioni – aggiunge Denzi -. L’ambiente non conosce categorie amministrative: una spiaggia o è fragile per tutti o non lo è per nessuno».
Arcipelago Maddalena, “spiagge vietate a seconda di chi sbarca”
L’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna contro le disposizioni dell’Ente Parco. Denzi: “Stop alle barche in locazione senza conducente, ma poi arriva…







