Antonio Hueber, in arte Tony Boy, ha lasciato il carcere di San Vittore per andare ai domiciliari nella casa dei genitori a Padova. Lo ha deciso la gip di Milano Chiara Valori, che ha convalidato l’arresto del 26enne, avvenuto il 22 agosto, riconoscendo però solo l’accusa legata al possesso di un’arma clandestina e non quella di spaccio di droga.

Il trapper, seguito da un milione di follower e con circa 2,7 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, era stato fermato con una pistola Beretta calibro 6.35 con matricola abrasa e con una quantità di stupefacenti – poco meno di quattro grammi di cocaina e circa dieci di hashish e marijuana – che la giudice ha ritenuto compatibile con l’uso personale. Per questo motivo non è stata applicata alcuna misura cautelare sul fronte dello spaccio. Per il possesso dell’arma, invece, l’accusa con la pm Sara Ombra, aveva chiesto il carcere.

Nell’interrogatorio, assistito dall’avvocato Niccolò Vecchioni, Hueber ha raccontato di essersi procurato la pistola illegalmente pagandola “in Bitcoin per un equivalente di 300, 400 euro. Ma di non averla mai utilizzata: “L’ho acquistata io in un gruppo Telegram da cui acquisto anche la chetamina”. Le 48 munizioni trovate nella sua abitazione sarebbero invece di diversa provenienza: alcune acquistate insieme alla pistola, altre comprate per un video musicale “che poi non è mai stato pubblicato”. Tony Boy ha giustificato l’acquisto dell’arma con la paura di nuovi furti in casa, riferendosi in particolare a un episodio che avrebbe subito lo scorso 10 marzo.