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Luca Zanini

I dati relativi al 2024. Belluno prova a correre ai ripari con sovrappassi dedicati al passaggio della fauna selvatica. Ma anche l'arrivo dei lupi ha contribuito a ridurre il fenomeno

Il grande cervo ha spiccato un balzo all’ultimo istante e per un soffio non è atterrato sul cofano di un’auto in transito. Dramma sfiorato. Ma altre volte non è andata così bene. Come è accaduto lunedì 18 agosto in Valle Camonica, a Monno, dove una coppia di motociclisti bresciani è stata investita da un imponente Cervus elaphus: entrambi i coniugi sono ricoverati in codice rosso. Il problema dell’attraversamento di strade da parte di grandi ungulati è comune a molte valli alpine. Ne sanno qualcosa anche gli abitanti dell’Agordino, di quelle valli nel Parco delle Dolomiti Bellunesi solcate dalla strada regionale 203: qui, da 5 anni, residenti e associazioni di ambientalisti combattono una battaglia di civiltà contro la strage di ungulati e per la sicurezza. E adesso sembra che la loro mobilitazione abbia raggiunto un risultato importante: partiranno infatti il prossimo autunno i lavori per la realizzazione di un «corridoio faunistico», un viadotto coperto di erba, cespugli, alberi che scavalcherà la 203 Agordina.