Che il prezzo di Ayyoub Bouaddi potesse superare i 100 milioni entro l’estate fu chiaro dalla prima partita del Marocco ai Mondiali contro il Brasile. I 130 pagati al Nottingham per prendere Elliot Anderson già avevano l’aria di essere un filo esagerati. Ma ora che il Tottenham ha accettato di pagarne sempre intorno ai 100 per Savinho è arrivata una nuova conferma del fatto che la Premier è il campionato più ricco e pure quello dove hanno smarrito il senso degli affari. Solo due anni fa, il City aveva comprato il brasiliano per 35 milioni. Non si può dire che con sette gol in 84 partite solo un paio fatti in Premier, il suo valore sia cresciuto.
Sembrerebbe proprio un mercato fuori controllo, se il Chelsea ha pagato 138 milioni Morgan Rogers dall’Aston Villa, senza nessuna memoria dei 100 usciti nel 2023 per Mychajlo Mudryk, i 120 per Moises Caicedo, e mettiamoci pure i 115 del 2021 per Romelu Lukaku.
È l’effetto di quello che gli analisti definiscono premium price, una specie di tassa sulla disperazione di chi compra o sulla ricchezza smisurata delle proprietà coinvolte. C’è cascato il Manchester United quando andò a prendersi in Olanda Antony per 95 milioni o quando ne diede 87 al Leicester per Harry Maguire nel 2019.










