La Premier League sta spendendo cifre record, ma la vera anomalia è la quantità di denaro che i club inglesi si scambiano tra loro. Plusvalenze, ammortamenti e nuovo Squad Cost Ratio possono trasformare le cessioni in ulteriore capacità di spesa: un sistema diverso da quello contestato alla Juventus e che oggi resta quasi sempre dentro le regole.

La Premier League sta spendendo cifre record, ma la vera anomalia non è soltanto quanto spende: è soprattutto quanto denaro continua a scambiare con se stessa. Già a metà agosto circa 785 milioni di sterline, oltre 918 milioni di euro, erano passati da un club inglese a un altro e otto dei dodici trasferimenti più costosi dell'estate erano operazioni interne al campionato.

Dietro a questo enorme giro di denaro c'è un meccanismo finanziario che rende particolarmente conveniente vendere molto caro e continuare poi a reinvestire. Non è necessariamente illecito e non è neppure la copia delle plusvalenze fittizie viste in Italia, ma il principio di partenza è simile: chi vende può contabilizzare subito il profitto, mentre chi compra distribuisce il costo del cartellino negli anni successivi. Sandro Tonali è passato in estate dal Newcastle al Tottenham per circa 117 milioni di euro.