Bergamasca classe 1986, attrice e autrice, racconto ciò che conosco: teatro e musica. Attenta ascoltatrice e femminista.
Festival Danza Estate torna a Bergamo per la sua 38esima edizione e sceglie di farlo a partire da una parola che contiene già un movimento: soglia. È il punto in cui si arriva, ci si ferma per un momento, si decide se proseguire; può coincidere con una porta, con il margine di un luogo, con quella distanza minima che resta tra un corpo e l’altro. «Esercizi sulla soglia» prende forma proprio in questo spazio incerto e permeabile e diventa il filo che, dal 27 agosto al 13 settembre, accompagnerà il festival attraverso Bergamo. La danza si muoverà dentro la città seguendone geografie molto diverse, entrando nei teatri e negli spazi culturali, risalendo verso le Mura, occupando un chiostro, un parco, una palestra, incontrando architetture nate per altri usi e modificandone temporaneamente la percezione. Una traiettoria costruita attraverso diciotto titoli, venti artisti e compagnie e tredici luoghi, nella quale trovano spazio alcune delle voci più riconoscibili della coreografia contemporanea insieme alla ricerca emergente e a una presenza internazionale particolarmente significativa. «Il corpo inteso come territorio aperto e poroso, capace di accogliere trasformazioni, ascolto e nuove forme di prossimità», lo definisce la direttrice artistica Flavia Vecchiarelli. Una direzione che FDE porta avanti mentre si avvicina ai quarant’anni di attività, dopo aver ricevuto nel 2025 la Civica Benemerenza del Comune di Bergamo, continuando a interrogare il rapporto tra danza, città e persone e ciò che accade quando corpi, luoghi e sguardi entrano in relazione. Dopo le anteprime che nei mesi scorsi hanno anticipato alcuni dei percorsi di questa edizione, il programma ufficiale prende il via giovedì 27 agosto a gres art 671 con «Manifestus» di Jacopo Jenna. In scena tre danzatori, una scrittura coreografica attraversata dalla street dance e le musiche di Bienoise, per un lavoro che mette in relazione linguaggi e immaginari provenienti da territori differenti.







