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Stefano Arosio

Dalla Val Seriana al più grande evento sportivo d'Italia, dopo una vita con i rallisti di punta: «Oggi negli eventi di F1 c'è più sicurezza»

Per uno che ha dedicato la propria vita ai motori, figurarsi se i 120 chilometri per andare al lavoro sono un problema. Quel che è certo, per Umberto Andreoletti, è la volontà di non recidere il proprio legame con la terra che gli ha dato i natali. «Sono di Gorno, ho vissuto a Rovetta, ma ora abito ad Albino. Mi raccomando, non facciamo confusione, se no mi sgridano». C’è lui dietro alla complessa macchina organizzativa del Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza, in programma domenica 6 settembre, il più grande evento sportivo organizzato sul territorio nazionale.

Quanto ci tiene a sottolineare radicamento con il suo territorio?«Quando vivevo in Inghilterra, i meccanici della Ford con cui lavoravo avevano imparato le imprecazioni in bergamasco».