“L’evoluzione della Formula Uno da punta avanzata di un settore industriale come l’automotive ad esperienza pervasiva e onnipresente dell’entertainment globale si sta realizzando con grande efficacia. Ma, al di là di questa metamorfosi che ci sta permettendo di vivificare il nostro business con le realtà dei new media e delle piattaforme e di conquistare nuovi mercati entrando nel cuore dei più giovani, la Formula Uno rimane la frontiera tecnologica più estrema del fare auto. E, in questo, il sistema industriale italiano, che nella Motor Valley ha molte scuderie e che in tutto il centro Nord ha una fitta rete di componentisti a cui ricorrono i team di tutto il mondo, ha una strutturazione e una ricchezza che, a mio parere, è anche superiore a quelle tedesche e francesi”.

Stefano Domenicali – classe 1965 – è presidente e amministratore delegato del Formula One Group. Dopo la laurea in economia e commercio a Bologna è entrato in Ferrari nel 1991 diventandone prima direttore sportivo e, dal 2008, team principal. Nel 2016 è stato nominato presidente e amministratore delegato di Lamborghini. Dal 2020 ha assunto la leadership della Formula Uno e, in questa veste, rappresenta uno dei manager italiani più in alto nella gerarchia del capitalismo globale. In questo colloquio con Il Sole-24 Ore parla degli scenari internazionali e dell’Italia.