ZENSON DI PIAVE (TREVISO) - Brillante, intelligente e sempre disponibile. Sono queste le parole che meglio dipingono il ritratto di Nicola Vicino per chi lo ha conosceva bene. La notizia della sua morte, avvenuta ieri nell’incidente in A4, ha lasciato la comunità di Zenson avvolta nell’incredulità e nel dolore. Il sindaco Daniele Dalla Nese condivideva con Nicola una conoscenza nata molti anni fa, quando entrambi erano ragazzi. «Con Nicola ci conoscevamo fin da giovani - racconta con voce commossa -. Per un periodo ci siamo frequentati e siamo usciti insieme, poi le nostre strade si sono un po’ divise per gli studi e per le scelte di vita. Negli anni, però, ci siamo ritrovati. In una realtà come Zenson ci si incontra spesso, ci si conosce, si condividono pezzi di vita e di comunità».
Il lavoro Vicino era molto conosciuto anche per la sua attività imprenditoriale. Guidava con grande impegno Chet Electronics, azienda tecnologica ereditata dal padre e specializzata nella produzione di strumenti e sistemi per il monitoraggio meteorologico e agricolo, e partecipava anche alla gestione della cantina di famiglia Terre Grosse. «Aveva portato avanti l’azienda del padre con capacità e attenzione, sviluppando una realtà moderna e tecnologicamente avanzata - ricorda Dalla Nese -. Più volte mi aveva invitato a visitarla. Accanto a questa c’era poi la cantina di famiglia, seguita dalla madre ma anche da Nicola e dalla moglie Linda. Sono due attività importanti per un paese piccolo come il nostro, conosciute da tutti e capaci di dare lavoro a diverse persone». I valori Ma nel ricordo del sindaco viene prima di tutto la persona. «Nicola era brillante, intelligente, sempre disponibile. Era ancora giovane e aveva davanti a sé tanto da costruire. La perdita più dolorosa è naturalmente quella della sua famiglia: lascia la moglie e due figli ancora molto giovani. Di fronte a tragedie come questa le parole diventano davvero poche. Ci sono dolori che non possono essere spiegati e davanti ai quali si può soltanto stare vicini, in silenzio, facendo sentire la presenza della comunità».






