NOVENTA PADOVANA (PADOVA) - In paese è come se fosse morto un fratello, un parente stretto, un amico. La gente lo trovava a bere il caffè al bar così come a fare la spesa. E poi lo vedeva allenarsi per le strade comunali con quella strana bicicletta che faceva correre con le braccia. Quando qualcuno gli chiedeva un autografo, diceva sempre sì. Ecco perché nessuno si è stupito quando il sindaco di Noventa Padovana ha disposto le bandiere a mezz’asta, proclamando il lutto cittadino per il giorno dei funerali.

Perché Alex Zanardi, pur nato a Bologna e cittadino del mondo, padovano lo era diventato da tempo. Nell’ottobre del 1996 aveva sposato la padovana Daniela Manni, che di lì a due anni ha dato alla luce il figlio Niccolò. E già nel 1999 aveva adocchiato una villa in paese, disponendo uno spettacolare restauro. Nessuno immaginava che due anni dopo, nell’incidente sul circuito di Lausitzring in Germania, avrebbe perso le gambe. E che si sarebbe inventato una nuova vita, paraciclista.

Per i padovani di Noventa, Alex Zanardi non era solo il compaesano illustre. Era un punto di riferimento. Per tutti, soprattutto i giovani. In paese lo ricordano, nel 2012, sul palco per l’inaugurazione della nuova piazza, poi la grande festa per gli ori alle Paralimpiadi di Londra. Nel 2015 la paura per un incidente a Teolo: il campione si stava allenando con la sua handbike sui Colli Euganei quando è finito contro il guardrail rimediando la frattura della spalla. L’anno dopo di nuovo tutti in festa per i trionfi ottenuti a Rio. E quanta angoscia, quanti messaggi nel 2020 dopo l’incidente a Pienza: «Alex, tifiamo tutti per te». E quando, finalmente, dopo una lunghissima riabilitazione, era tornato cosciente e di nuovo a casa, ancora paura: 2 agosto 2022, si surriscalda la guaina a protezione dei pannelli fotovoltaici posti sul tetto della villa, scoppia l’incendio, Alex viene trasferito in ambulanza a scopo precauzionale in ospedale a Vicenza. A settembre il ritorno a casa. Ieri la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire.