PADOVA - C’è un rettilineo lungo trecento metri a Castel Maggiore, via Dante Alighieri, dove il rumore di un kart truccato rompeva il silenzio della provincia bolognese. Lì, tra l’odore dell’olio bruciato e le vedette schierate sui cordoli per schivare i vigili, è nata la leggenda di Alex Zanardi. Oggi, quel ragazzino che “tirava” sulla strada e insegnava agli amici come impennare in bicicletta, taglierà il suo ultimo traguardo alle 11 nella Basilica di Santa Giustina di Padova in una giornata (probabilmente di pioggia) di lutto regionale, come proclamato dal presidente della Regione, Alberto Stefani.

Zanardi è scomparso il 1° maggio. Il dolore dei ragazzi di via Dante è forte anche a distanza di tempo: «Per noi era un po’ come il Papa – racconta Fabrizio Bertocchi, compagno di avventure d’infanzia –. Ci dava consigli, ci guidava. Sapevamo che sarebbe andato lontano, ma non ha mai dimenticato da dove era partito». Fabrizio sarà lì oggi, confuso tra le migliaia di persone attese a Padova, per quell’ultima carezza a Zanardi, promessa già quel maledetto pomeriggio di Pienza nel 2020.

La Basilica di Santa Giustina è immensa, lunga come un campo da calcio, ma stamattina potrebbe non bastare, come non è bastata per Giulia Cecchettin e per i carabinieri uccisi a Castel d’Azzano. Il Comune ha già fatto allestire i maxischermi in Prato della Valle per permettere alla marea di tifosi e amici di seguire le esequie.