"Ho sempre sognato di diventare un musicista ma papà mi voleva veterinario, sicuramente per proteggermi dal confronto che avrebbero fatto con lui". Cristiano De André, cuore d’artista e talento innato, indipendentemente dal nome che porta è un cantautore e polistrumentista di rara sensibilità. Bravo fin dagli esordi con la band Tempi duri. Il paragone col celebre papà, morto nel 1999, ci fu eccome. Ma Cristiano, dopo otto dischi in autonomia e tanti progetti, è andato dritto per la sua strada e giovedì 3 settembre a ’La Festa’ di Reggio celebrerà con l’ennesimo concerto (biglietti su TicketOne e Ticketmaster) il mito del padre Fabrizio con il tour "De André canta De André Best of Estate 2026".

Sul palco, con lui, musicisti di grande rispetto: Osvaldo di Dio (chitarre), Davide Pezzin (basso), Luciano Luisi (tastiere) e Ivano Zanotti (batteria). De André, le sue note ufficiali parlano chiaro: "Unico erede del patrimonio musicale deandreiano". Una grande responsabilità.

"Si è una responsabilità ma anche una grande gioia. Con i miei musicisti abbiamo fatto un lavoro meticoloso. Nell’ultimo tour di ’Anime salve’, tanti anni fa, omonimo del disco, dove ho arrangiato alcuni brani di quel concerto, mio padre voleva che mi occupassi di rivedere alcune sue opere, per dargli nuova vitalità. Un nuovo vestito, insomma. Poi, si doveva ripartire con un nuovo tour. Purtroppo è successo quello che è successo. Papà se n’è andato, un grande dolore. Dopo anni, ho pensato di portare avanti quel progetto. Con grandi musicisti. Abbiamo preso una quarantina di opere sue e gli abbiamo dato una nuova linfa. Questo tour è il meglio, ’The best off’ di quattro dischi che abbiamo inciso dal vivo".