Si chiama Flock, qui in Europa il nome dice ancora poco o nulla, ma se c’è una cosa che inquieta vaste fasce dell’opinione pubblica americana quanto i data center, è lei.
È una società che produce telecamere per il controllo del traffico. Ne ha disseminate per il Paese a decine di migliaia e, secondo coloro che temono il velocissimo sviluppo dell’intelligenza artificiale, sono in grado di fare molto di più dell’inquadrare la targa di un’auto e risalire al modello, al colore, al proprietario. Anzi, lo fanno già, perché a differenza delle telecamere di sorveglianza tradizionali, le informazioni ricavate dalle immagini catturate tramite Flock sfruttano l’IA e vengono memorizzate in database analizzabili dalle forze dell’ordine senza bisogno di un mandato. I dipartimenti possono condividere i propri dati con altri a migliaia di chilometri di distanza, creando una rete nazionale e quasi sempre accade.
Basta aprire Google e scrivere “flock safety” per rendersi conto di quanto il tema sia di attualità per la miriade di giornali ed emittenti locali che ancora oggi innervano il sistema informativo americano: cronache di piccole violazioni, di comitati che si costituiscono, di danneggiamenti e sabotaggi. «Le telecamere di sorveglianza Flock stanno improvvisamente emergendo come il prossimo grande bersaglio del sentimento populista anti-tecnologia e pro-privacy» ha scritto Axios.









