Negli Usa sono ormai centinaia di migliaia le telecamere con riconoscimento facciale, pensate per prevenire la criminalità ma usate in modo indiscriminato. La voce del dissenso passa anche soluzioni creative per confondere i computer.
Senza arrivare agli eccessi della Cina dove basta percorrere un’autostrada per essere accecati dal bagliore di centinaia di flash e sentirsi puntati addosso gli obiettivi di una foresta di telecamere, anche negli USA sono ormai numerosissimi i dispositivi che leggono le targhe e riconoscono i volti dei conducenti. Servono alle forze dell’ordine per controllare il territorio e individuare potenziali malviventi, ma l’immenso database di immagini ed informazioni che ne scaturisce pone questioni importanti legate alla privacy, ma anche alla sicurezza in caso di errore. Questo è il motivo ufficiale della protesta di un gruppo di hacker, uno dei quali ha inventato un modo per rendere le automobili “invisibili”.
La Yaris che manda in tilt i sensoriL’idea arriva dal ricercatore di cybersecurity Bill Swearingen, fondatore del progetto noRecognition, il cui obiettivo è combattere gli algoritmi dell’AI per impedire che riconoscano volti e oggetti, incluse le auto. La cosa più ironica è che per sviluppare i particolari pattern grafici che mandano in confusione i sistemi automatici di riconoscimento, Bill si è servito lui stesso dell’AI, in pratica mettendole una contro l’altra. La dimostrazione più spettacolare – dopo aver dimostrato il funzionamento su felpe e cappelli che facevano “sparire” le persone, è avvenuta durante la conferenza DEF CON di Las Vegas, dove una Toyota Yaris è stata ricoperta con uno di questi disegni.









