HomeEconomiaPensione a 64 anni, pressing della Lega che propone un nuovo anticipoSi riapre il cantiere previdenziale in vista della prossima legge di Bilancio, sul tavolo anche il fondo “nuovi nati”Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo SalviniRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 26 agosto 2026 – La manovra non è ancora cominciata e la Lega ha già rimesso sul tavolo il suo cavallo di battaglia: le pensioni. Matteo Salvini e il suo vice Claudio Durigon riaprono il dossier con una proposta di flessibilità in uscita a 64 anni. Ma questa volta il capitolo previdenziale si arricchisce anche della proposta per il fondo «nuovi nati» e si intreccia con un’offensiva più larga: uno scostamento di bilancio da almeno 20 miliardi, un contributo straordinario di banche ed energetici e nuove risorse per impedire che il caro-materiali fermi i cantieri. È il primo vero assaggio del confronto sulla legge di Bilancio 2027, l’ultima prima della scadenza naturale della legislatura.
Il ritorno dei 64 anni
La proposta leghista parte da un dato concreto. Da gennaio 2027 i requisiti pensionistici aumenteranno di un mese per l’adeguamento alla speranza di vita, per salire complessivamente di tre mesi dal 2028. È quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2026 e già recepito dall’Inps. La Lega pensa ora di non limitarsi a congelare ancora l’automatismo, ma di offrire una possibilità volontaria di uscita a 64 anni. Durigon la collega persino alla trasformazione tecnologica del lavoro: sarebbe «inaccettabile», sostiene, spingere le imprese verso intelligenza artificiale e automazione continuando nello stesso tempo a imporre un orizzonte di 67 anni. Nell’ipotesi allo studio l’anticipo sarebbe accompagnato dal calcolo contributivo dell’assegno, proprio per contenerne l’impatto sulla finanza pubblica. È un’impostazione diversa dalle vecchie Quote: più libertà di scelta, ma anche un assegno proporzionato ai contributi effettivamente accumulati. Resta però il nodo decisivo. Ogni maggiore flessibilità costa nel breve periodo e arriva mentre l’invecchiamento della popolazione rende già più difficile finanziare il sistema nel lungo.











