Modena, 26 agosto 2026 – “Mettimi 20 euro”, dice scherzando un cliente al benzinaio, mentre arriva con il suo camioncino alla stazione di servizio di via Leonardo da Vinci. Una battuta che ormai è diventata quasi una fotografia dei tempi: con il prezzo del carburante che continua a salire, il pieno è diventato per molti un lusso e oggi per un lavoratore normale quei 20 euro durano veramente poco.
Il Governo ha prorogato lo sconto sul gasolio, pari a 17 centesimi al litro tra accise e Iva, ma ancora tutti si chiedono quali saranno le decisioni a lungo termine. Intanto, alla pompa si vedono già gli effetti dei rincari di questi mesi. C’è chi continua a pagare sempre la stessa somma lamentandosi di quanto spesso debba tornare a fare rifornimento, chi invece ha deciso di usare meno l’auto per risparmiare, fino alle vecchie macchie che tornano a essere convenienti.
Roberto Zoboli, titolare della stazione di servizio Asef, osserva il fenomeno dall’altra parte della pompa e racconta di un agosto difficile: “Tra ferie e i 37-38 gradi, dalle 14,30 alle 17 non girava nessuno per il troppo caldo. È un fattore da non sottovalutare”. I clienti invece, per il titolare, sono quasi abituati all’emergenza: “La gente si è assuefatta al problema: alcuni vanno dove costa meno, ma ad altri non interessa. Tutti però devono capire che la colpa non è del gestore se i prezzi sono così alti. Poi le compagnie petrolifere fanno quello che vogliono, ma stiamo arrivando al dunque. È l’instabilità il problema peggiore, perché 3 o 4 anni fa quando c’è stato un rincaro paragonabile a quello di oggi e il Governo aveva introdotto un precedente taglio delle accise, allora dovevamo comunicare quanta benzina avevamo preso e quanta avevamo pagato. Oggi invece non devi comunicare la giacenza e la situazione è ridicola. In tre giorni il prezzo è tornato più alto di prima del taglio”, conclude Zoboli.








