"Ormai i prezzi sono diventati insostenibili", "così non possiamo andare avanti", "si trovi una soluzione definitiva". I cittadini hanno la pompa del carburante in mano. A denti stretti riempiono il serbatoio. Ma, allo stesso tempo, svuotano le tasche. La benzina a Bologna, in 28 distributori su 77, ha superato i 2 euro al litro. Oltre uno su tre, ovvero il 36%, come certificato da alcuni siti specializzati e come confermato dal test sul campo del Carlino. Una situazione che ora pesa sempre di più sulla soglia psicologica dei cittadini, stanchi di pagare così tanto il carburante rispetto a tanti altri Paesi dell’Unione europea, con il diesel che addirittura, dal 25 agosto, in caso di mancato rinnovo del taglio della accise, rischia di arrivare ai tre euro al litro. Uno scenario impossibile fino a pochi anni fa, prima del blocco dello Stretto di Hormuz e delle politiche restrittive dell’amministazione Trump.

"Vi ricordate chi aveva promesso il taglio delle accise? Ecco, quando facciamo benzina dobbiamo ricordarcelo", spiega Bruno Damini, riferendosi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ha scelto di fare benzina all’Eni di via Mazzini, quell’impianto che ieri mattina in città costava meno di tutti. Di meno però, di questi tempi, si fa per dire. Qui il costo infatti è di 1,954 euro al litro. Prezzo simile al distributore Conad di via Gazzoni, zona Scandellara, dove la benzina si trova sotto i due euro, a 1,957 al litro. Stesse cifre in via Mattei al Bc-Berica Carburanti. Poi, sempre nella zona, tra via Massarenti e via Mattei si rimane sotto i due euro.