Sigfrido Ranucci è Superman. O almeno crede di esserlo. Almeno così pare, a giudicare dallo spettacolo che offre a Cerveteri e dal ricordo d’infanzia che rievoca all’inizio. Diario di un trapezista, uno che si lancia da una notizia all’altra, parrebbe, oppure da una provocazione all’altra. «Quando sei obiettivo di qualcosa, rispondi con una inchiesta ancora più forte», la teoria di Roberto Morrione che è stata «la stella polare della mia vita».

«La sua gente», come l’ha chiamata in Trentino, risponde alla chiamata con standing ovation e parole di supporto sussurrate durante il firmacopie: «Resistiamo», «Quello che stanno facendo tornerà indietro come un boomerang».

Ranucci sospira: «Potrebbero riuscire in quello che non hanno mai portato a casa» confida a una signora, che ha atteso paziente il suo turno. Il conduttore attende ciascuno dei suoi seguaci con un sorriso, pronto alla dedica o al selfie – diverse le foto anche con i bambini – che i fan portano a casa come un dono, soddisfatti. Un supereroe riluttante, ma pronto a ricaricarsi a contatto con i suoi sostenitori.

Senz’altro, nel parco della legnara di Cerveteri, la vis polemica del conduttore di Report sull’orlo della rimozione da parte della sua azienda è fortissima. «Buonasera a tutti e grazie per essere qui. Potrebbe essere il mio ultimo spettacolo da conduttore di Report», esordisce. «Noooo», «Tieni duro!» gli raccomandano le 6-800 persone presenti, non tutti i 1.100 posti previsti dalla produzione sono pieni.