«Io non sono puro, sono abituato a guardare le più grandi città dalle grate di un tombino. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei». Lo ha detto Sigfrido Ranucci, rispondendo alle domande dei giornalisti sui suoi rapporti con Valter Lavitola, prima del suo spettacolo Diario di un Trapezista a Cerveteri. E poi, a chi gli chiedeva del perché non abbia detto ai magistrati dei rischi di un attentato ai suoi danni da cui Lavitola l'aveva messo in guardia, ha risposto: «Questa roba la spiego agli inquirenti. Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, avrei denunciato, come ho sempre fatto. Ma non c'erano degli elementi precisi».
«Grazie di essere qui stasera. Potrebbe essere il mio ultimo spettacolo come conduttore di Report». Così Sigfrido Ranucci salendo sul palco di Cerveteri, vicino Roma, per il suo spettacolo «Diario di un trapezista». Il pubblico ha risposto con lunghi applausi e urlandogli di non mollare.











