“Sono nato in Rai e il mio sogno sarebbe stato quello di finire in Rai, continuando a condurre e soprattutto continuando a far crescere una squadra che ha già delle qualità importanti”. Sigfrido Ranucci, a Cerveteri per il suo spettacolo Diario di un trapezista, parla così del suo futuro mentre in Rai si discute proprio del suo prossimo incarico. Il giornalista non ha nascosto la volontà di rimanere nella tv pubblica e di continuare il lavoro cominciato alla guida di Report: “Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne che non hanno la memoria del programma”.
Durante l’incontro con i giornalisti si è parlato anche del rapporto con Valter Lavitola, con Ranucci che ha spiegato: “Io non sono puro. Sono abituato a guardare le grandi città, le più belle città, dalle grate di un tombino perché faccio questo mestiere. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei”. E ancora sulla vicenda legata a Lavitola, Ranucci ha scelto invece di rinviare ogni spiegazione agli inquirenti: “Questa roba la spiego agli inquirenti. Per rispetto ai magistrati, quello che ho da dire lo dico ai magistrati”. Poi ha precisato: “Se avessi percepito un rischio vero dalle parole di Lavitola, l’avrei denunciato. Ho sempre denunciato anche cose che riguardavano me”.











