Di: Telegiornale - Nicola Zala / gf La richiesta dell’esercito di ottenere più soldi, e in tempi brevi, ha fatto un passo avanti significativo. La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha rivisto la proposta del Consiglio federale e ha trovato un’intesa. “Abbiamo cercato di raggiungere il classico compromesso”, ha spiegato la sua presidente, Eva Herzog. “Tutti hanno fatto qualche concessione, senza arroccarsi sulle proprie linee rosse”.L’impianto resta quello immaginato dal Governo, ossia un fondo ad hoc per l’esercito, autorizzato a indebitarsi per anticipare gli investimenti per un massimo di miliardi all’anno già dal 2027. Oltre al miliardo di eccedenze del 2026, il fondo verrebbe alimentato dai residui di credito, 500 milioni all’anno, e da un aumento dell’IVA di 0,2 punti percentuali, che varrebbe altri 800 milioni.Un punto è decisivo. Se l’aumento dell’IVA dovesse incepparsi in Parlamento o davanti al popolo, il fondo resterebbe comunque attivo e toccherebbe alle Camere trovare alternative. “Nella peggiore delle ipotesi, ovvero se non si dovesse trovare alcuna fonte di entrata, le opinioni torneranno a divergere”, avverte Herzog, tra chi vorrà attingere al bilancio ordinario con piani di risparmio e chi preferirà indebitarsi di più.La soluzione appare possibile, ma non a tutti convincente. Il consigliere agli Stati Benjamin Mühlemann (PLR/GL) giudica negativamente le modalità di finanziamento, perché “utilizzando una parte dei residui di credito ritardiamo il rimborso dei crediti covid” e con l’IVA più alta “togliamo soldi ai cittadini”. Per Benedikt Würth (Centro/SG) si tratta invece di “un progresso significativo sotto il profilo della politica di sicurezza”, sostenibile dal punto di vista finanziario e conforme alla Costituzione.La decisione, presa con una comoda maggioranza, passa ora alle Camere. Gli Stati si esprimeranno in settembre, il Nazionale in dicembre. Se il progetto reggerà, l’esercito potrà anticipare pagamenti importanti in un mercato degli armamenti sempre più teso.