Pamela Genini, uccisa a 29 anni da Gianluca Soncin
Alcune impronte digitali sarebbero state trovate sul retro della lapide che chiudeva il loculo di Pamela Genini. Se gli operai del cimitero che hanno seguito la tumulazione hanno fornito le proprie per un confronto, Francesco Dolci si sarebbe rifiutato, come ricostruito nella trasmissione televisiva “Verità Nascoste”. Dolci e il suo avvocato però hanno smentito questa versione.
Le analisi effettuate sul retro della lapide che chiudeva il loculo in cui si trovava la bara di Pamela Genini avrebbero rilevato delle impronte digitali proprio dietro la lastra di plastica. La scoperta del tutto "prevedibile" – come specificato a Fanpage.it da Scarpetta Rossa, associazione di promozione sociale contro la violenza sulle donne che cura la comunicazione della famiglia Genini – è avvenuta nei mesi scorsi. La lapide infatti nella fase di tumulazione sarebbe stata maneggiata dagli operai del cimitero. Ma non solo, prima ancora, sarebbe passata anche nelle mani di tutte quelle persone coinvolte nella produzione.
La novità di questi giorni – come emerso lunedì 24 agosto durante il programma Verità Nascoste – Il Diario condotto da Milo Infante su Canale 5 – sarebbe che Francesco Dolci, unico indagato nell'inchiesta per vilipendio di cadavere e furto della testa di Genini, si sarebbe rifiutato di fornire le proprie impronte per permettere una comparazione, mentre gli operai del cimitero avrebbero acconsentito senza problemi. La notizia del rifiuto da parte di Dolci di fornire agli inquirenti le proprie impronte sarebbe stata data da un'inviata della trasmissione che ne ha ricostruito la vicenda. Una versione questa però smentita sia da Dolci stesso sia dal suo avvocato, entrambi presenti nello studio televisivo di Canale 5. Il legale dell'indagato, avrebbe precisato che non ci sarebbe stato alcun rifiuto da parte del suo assistito. Ma al contrario, al pubblico ministero sarebbe stata invece chiesta la possibilità di fornire le impronte solo dopo il deposito dell'incidente probatorio.







