Pamela Genini
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Stando a quanto emerso dall'autopsia eseguita un mese fa all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la salma di Pamela Genini sarebbe stata profanata nei primi giorni di novembre. Il corpo della 29enne, uccisa lo scorso 14 ottobre dall'ex compagno Gianluca Soncin a Milano con 76 coltellate, riposava al cimitero di Strozza, ma qualcuno ha aperto il loculo e le ha portato via la testa. Probabilmente non si potranno mai visionare i filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza del cimitero in quei giorni di novembre, perché ormai cancellati automaticamente dal sistema, ma gli investigatori coordinati dal pm Giancarlo Mancusi hanno potuto esaminare quelli relativi ai giorni appena precedenti alla scoperta della profanazione, ovvero il 23 marzo. A quanto pare, Francesco Dolci, ex fidanzato di Genini e ora indagato per vilipendio di cadavere e, appunto, profanazione, si era recato più spesso di solito al campo santo. Una di queste visite si è svolta anche di notte, sebbene lo stesso 41enne fino a solo una settimana fa escludeva questa ricostruzione.
La visita notturna al cimitero di Strozza Come riportato dal Corriere della Sera, la visita notturna risale al 18 marzo. Dolci sarebbe stato filmato mentre arriva al cimitero di Strozza in auto e, dopo aver parcheggiato, si ferma davanti al cancello sbarrato. In quei giorni, infatti, una ditta era impegnata nella riesumazione di alcune vecchie salme e l'accesso era stato vietato ai cittadini. "Non sono io l'uomo ripreso nel video", aveva dichiarato il 41enne in televisione. Lo scorso mercoledì 6 maggio, però, durante l'interrogatorio con il pm Giancarlo Mancusi avrebbe ammesso di essere effettivamente lui. Avrebbe anche spiegato che quella notte era ubriaco e che voleva "dire" a Genini che una delle sue querele era arrivata all'ufficio del gip. Infine, alle 1:49 del 18 marzo avrebbe inviato un messaggio alla sua avvocata, Eleonora Prandi: "Dai un ultimo bacio alla tomba di Pamela". Al termine del colloquio con gli inquirenti, Dolci è passato da persona informata sui fatti a unico indagato nell'inchiesta e il suo telefono e gli altri dispositivi sono stati sequestrati.













