Si sono protratte fino a notte inoltrata le perquisizioni nelle case di Francesco Dolci e dei suoi familiari, a Sant'Omobono, in valle Imagna, dove vive l'ex fidanzato di Pamela Genini, da ieri indagato per vilipendio di cadavere e profanazione di sepolcro.
I carabinieri del reparto operativo di Bergamo, coordinati dal sostituto procuratore titolare dell'indagine Giancarlo Mancusi, hanno prelevato alcuni oggetti che saranno analizzati e lo stesso Dolci è stato trattenuto in caserma al comando provinciale di via delle Valli a Bergamo fino quasi alle 4 della notte per concludere le procedure burocratiche legate alle perquisizioni.
È verosimile, viste le accuse mosse dagli inquirenti nei confronti di Dolci, pensare che a casa sua cercassero prove che collegassero alla profanazione della ventinovenne uccisa a Milano il 14 ottobre scorso dall'ex compagno Gianluca Soncin ora in carcere e trafugata dalla bara nel cimitero di Strozza, il centro del Bergamasco dove vive la famiglia di Pamela.
Lo stesso impresario quarantunenne, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, ha riferito ai microfoni di 'Dentro la notizia' su Canale 5 che i carabinieri avrebbero sequestrato alcuni "scontrini, alcuni fogli, una 'cosa' di schiuma, una 'cosa' di chimica, un pezzo di tubo di plastica".












